|
|
||||
![]() Il Presidente di Unarga Roberto Zalambani con il Ministro Francesco Lollobrigida dopo l’inaugurazione di Sigep Spettacolare inaugurazione il 18 gennaio 2025 a RiminiFiera di Sigep Word, la più importante rassegna mondiale del gelato e della pasticceria con intrusione nei prodotti da forno, nella pizza e nel caffè. ![]() La presentazione del libro “GenerAzioni in campo” dell’associata ARGA Eva Panitteri e di Maurizio Saggion Grande apertura nella piazza centrale con il Ministro Francesco Lollobrigida attorniato da autorità europee, nazionali, regionali e locali e moltissimi operatori dei media. La stampa specializzata era rappresentata dalla delegata italiana in IFAJ e ENAJ Lisa Bellocchi, da Roberto Zalambani e Mimmo Vita, Presidente e Presidente del Comitato scientifico di UNARGA, dalla Segretaria di ARGA Interregionale Maria Passalacqua, dalle scrittrici Tiziana Di Masi e Eva Panitteri, dal Delegato del Montefeltro Paolo Agostino Davani, dall’addetto alla comunicazione della Compagnia del Cioccolato Stefano Bugamelli, dalla responsabile media di Carpigiani Michela Iorio che ha mostrato ai giornalisti l’ultima innovazione: la macchina con pagamento Contactless e non a “monete”. Esperienza interessante nello stand dei cioccolatieri pluripremiati Bernardi di Grottaglie che hanno illustrato alla stampa in anteprima le uova di tendenza per il prossimo periodo pasquale. Si ripete con la Giornata della stampa specializzata martedì 21 gennaio 2025 che vede in scena ancora Carpigiani e poi il Consorzio della Piadina Romagnola Igp, il Molino Agugiaro&Figna e la Casa Optima Mec3 con le grandi novità presentate da chef stellati e maestri gelatieri. di Roberto Zalambani, Presidente UNARGA Amare Matera in due giorni. Impresa non impossibile se ci si affida a Giuseppe Abbatino, maestro nel condurre e raccontare, a Francesco Paolo Fontana, autista con la vocazione per i luoghi del cibo e soprattutto a Raffaele Natale, guida del Parco della Murgia Materana, ‘Maestro del territorio’ e volontario del soccorso, scrittore niente male. “Matera è tra gli insediamenti umani più antichi del mondo – spiega Natale – e le grotte sono stati i rifugi naturali per l’uomo preistorico, prima nomade e poi stanziale. Sgrossate, le grotte sono diventate ricovero di animali, rifinite abitazioni, arricchite con architetture e immagini sacre luoghi di culto. Tutto il parco è costellato di casali rupestri, una volta abitati da famiglie che facevano capo a una chiesa rupestre, luogo di culto e luogo cimiteriale”. Poi l’uomo si è spostato progressivamente nel centro abitato di Matera popolando le zone laterali alla Civita e dando vita ai Sassi Caveoso e Barisano. “Un dedalo di vie e viuzze, scale e scalette – continua – strade che diventano i tetti delle abitazioni sottostanti, armonici vicinati. Un attento sistema di canalizzazione che capta le acque meteoriche e le convoglia attraverso dissabbiatori nelle cisterne a campana rivestite in coccio pesto. Un’ urbanistica verticale che rende i Sassi di Matera un sito unico e dal fascino inimitabile”. Un lungo periodo di degrado e poi il miracolo turistico e culturale con un intreccio armonico di archeologia, di ambiente, di arte, di enogastronomia e di tradizione. Con i marchi di qualità dell’Unesco e dell’Europa. Difficile scegliere tra i tanti luoghi, tra itinerari che si intrecciano nelle viscere della terra dove si raggiungono in pochi minuti punti di interesse che sembrano lontani. Come da piazza Vittorio Veneto alla Cattedrale e alle chiese rupestri di Santa Maria de Idris e di San Giovanni in Monterrone. Nella prima, sul pavimento restaurato, alcune mattonelle in ceramica dall’ingresso all’altare, servivano ad accompagnare i devoti che sceglievano di percorrere l’ultimo tratto del pellegrinaggio strisciando la lingua. Ristoranti con nomi di santi con gradoni a scendere che portano in grotte comunicanti; cisterne d’acqua diffuse che trovano il loro monumentale simbolo nel Palombaro Lungo realizzato nel ‘500 e capace di cinque milioni di litri. Quando si entra nella casa grotta del Vicinato, antica abitazione arredata con mobili e utensili utilizzati fino agli anni ’60 del secolo scorso, si riscopre la vita di convivenza tra uomini e animali in una grotta progressivamente scavata per aumentare gli spazi per una famiglia anche numerosa, scaldata dal calore animale con il lettone rialzato a protezione dall’ umidità e della chioccia. Le nascite, le morti, le feste patronali erano occasioni per rinsaldare i vincoli del vicinato. Dal centro storico, dove per un mese sono state provate le scene mozzafiato di 007, si intravede il crinale della Murgia Materana dove sono state “girate” le passioni di Cristo di Pasolini nel 1964 e di Gibson nel 2004, che rivivono nelle fotografie di Domenico e Antonio Notarangelo e di Geo Coretti. Pochi minuti e raggiungiamo con un pullmino rosso quel crinale da cui si dipartono valloni e altri crinali. E chi meglio di Raffaele Natale ce li può descrivere: “In silenzio percorriamo gli stretti sentieri battuti da uomini e animali. Attraverso le macchie di lentisco e di ginepro. Rocce ricoperte di muschi e licheni, foglie d’acanto e querceti di roverelle e fragni mi spingono a cercare, seminascoste nella vegetazione, la mano dell’uomo. Una cisterna a caduta con le pareti di coccio pesto, rimaneggiata, trasformata in stalla con ancora le boccole per legare gli animali ricavate nel banco di calcarenite e le mangiatoie scolpite. Il sentiero mostra canali di scolo e tombe alto medioevali e, seminascosto tra i fitto fogliamo, ecco l’ingresso della cripta del Canarino con le profonde incisioni, le eleganti croci graffite da ebrei convertiti o da pellegrini. Una scaletta intagliata mi conduce, tra il verde delle macchie di alaterno e di terebinto, a una serie di tombe ad arcosolio. Mi sporgo su uno sperone roccioso e sotto scorgo l’ingresso della chiesa della Madonna della Loe e poco più avanti nella chiesa bi absidata di Sant’Andrea, trasformata in ovile ma con ancora i due altari addossati ed un pilastro centrale. Proseguendo tra tombe di calcarenite, intravedo in lontananza il paese di Montescaglioso e, tra le macchie, la Masseria Selva Venusio e, più in basso, la Masseria Irene, In un complesso rupestre ormai interrotto da frane si trova la cripta di Pandona e poi la parte superiore della chiesa di Sant’ Eustachio, con i suoi tre altari laterali e l’ affresco del santo che contempla il Cervo Crucifero”. Quanto ancora ci sarebbe da chiedere, da ascoltare, da raccontare. Anche sulla Matera da gustare partendo dal pane che, come quelli di Altamura e di Laterza, è buono e profuma delle radici del mondo rurale, cibo prediletto da contadini, pastori e gualani, gli stagionali chiamati a custodire terre e animali. Il pane doveva durare quindici giorni perché pastori e gualani potessero tornare al paese per il cambio della biancheria e per gli acquisti alimentari soprattutto di pane che veniva consumato fresco la prima settimana e raffermo la seconda, tagliato a fette con il latte caldo d’ inverno e con il pomodoro, l’origano, l’olio e il sale d’estate. La sua forma, tagliata a metà, é alta, di colore giallo, croccante all’esterno e soffice dentro. Il lievito madre era un bene prezioso; se finiva, si andava a prestito e il non restituirlo portava male. Avrei voluto terminare questi due giorni inebrianti a cavallo del Capodanno con Marilena, Stefania e Marco nell’azienda vitivinicola di Michele Dragone, che ho sentito al telefono, ma il tempo è mancato. Sarà la meta privilegiata di un altro viaggio per due motivi: il primo perché la sua tenuta, a dodici chilometri dal capoluogo, racchiude la straordinaria Cripta del Peccato Originale, lungo un versante della Gravina di Picciano, suggestiva testimonianza dell’arte rupestre nell’Italia meridionale con pregevoli affreschi di stile longobardo-benedettino che hanno spinto gli abitanti ad indicarla come la “Grotta dei Cento Santi”, tanti sono quelli che ti osservano dalle pareti, un tutt’uno con l’albero del frutto del peccato, il fico e non la mela, e una distesa di fiori tanto vasta che l’ignoto artista è stato definito “il pittore dei fiori”. Il secondo motivo è legato allo spumante “Ego Sum” prodotto da Michele Dragone e dalla sua bella famiglia, premiato come “Campione del mondo Rosé da vitigni autoctoni”, uno spumante metodo classico di Primitivo, Dop Matera brut rosé; quattromila piante in tutto con raccolta manuale delle uve e affinamento in bottiglia per almeno 12 mesi. Acquistata una bottiglia, sarà il degno complemento di una cena tipica lucana ancora tutta da studiare e sperimentare.
Il segretario generale Gian Paolo Girelli ha detto che il 2025 sarà un anno elettorale per Ordine dei Giornalisti e Casagit Salute con percorsi che porteranno entrambi gli Istituti al rinnovo dei propri vertici. Ha quindi illustrato dettagliatamente le novità della recente riforma Casagit che prevede alcune restrizioni e nuove compartecipazioni alle spese. Girelli ha poi ricordato il bilancio positivo dell’INPGI. Le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti si terranno a marzo 2025. Maurizio Di Schino, Delegato della FNSI presso la nostra Unione, ha ribadito l’importanza della consulta dei gruppi di specializzazione, prevista per il 19 dicembre 2024, come momento di confronto e conoscenza reciproca tra le 13 realtà operative. Ha inoltre lodato il premio Wigwam, definendolo una “scuola di giornalismo” che coinvolge studenti di ogni grado in iniziative ad alto valore sociale. Infine ha raccomandato la vigilanza contro lo sfruttamento dei freelance, spesso spacciato per volontariato. Ha concluso con un aggiornamento sul rinnovo contrattuale giornalistico, che entrerà nella fase tecnica a gennaio 2025, dopo una prima fase politica già avviata. L’intervento di Lisa Bellocchi presidente uscente dell’associazione europea dei giornalisti agricoli (ENAJ) ha fatto il punto sulle attività in un anno intenso di eventi e progetti. Ha ricordato il ruolo dell’associazione e la sua partecipazione come rappresentante italiana al congresso mondiale di IFAJ, l’organizzazione internazionale dei giornalisti agricoli, tenutosi in Svizzera ad agosto. All’evento, che ha visto la partecipazione di delegati da 65 Paesi, è stato eletto il nuovo direttivo della Federazione mondiale. Tra i temi discussi in Svizzera, il disagio espresso da molti Paesi, soprattutto africani, nell’onorare le quote annuali di adesione. Su questa criticità, si è aperto un intenso dibattito volto a individuare soluzioni per superare l’impasse. Il prossimo congresso mondiale si terrà in Nigeria, mentre nel 2026 sarà la volta della Croazia. Inoltre, si valuta l’organizzazione di un presidium in Italia nel 2025, durante la fiera Agrilevante a Bari, per celebrare i cinquant’anni dall’ultimo congresso mondiale ospitato nel nostro Paese. Altro evento si svolgerà a Milano, la città che ospitò centinaia di giornalisti di tutto il mondo nel 1975. Successo dell’ Assemblea di ENAJ svoltosi in Umbria in ottobre e accompagnato da un viaggio alla scoperta del territorio grazie alla Presidente di ARGA Umbria Simona Maggi; 40 i giornalisti europei partecipanti. L’evento ha messo in luce due eccellenze italiane: la coltivazione dello zafferano e la razza bovina chianina. Lisa Bellocchi, nel lasciare la presidenza, ha accettato per spirito di servizio di rimanere nel Consiglio a rappresentare l’Italia. Mimmo Vita, presidente del comitato scientifico di UNARGA, ha invece posto l’accento sulla concorrenza di blogger e influencer, evidenziando come la maggiore pubblicazione di contenuti da parte dei giornalisti potrebbe rendere il settore agricolo più ricettivo verso la stampa tradizionale. Il tesoriere Efrem Tassinato ha illustrato i primi dati relativi al Bilancio 2024 che dovrebbe concludersi con un piccolo utile. È in corso intanto un progetto per migliorare il sito web, con il cambio del dominio da UNAGA a UNARGA. Successo anche per il Premio Wigwam Stampa Italiana, realizzato in partnership con numerose organizzazioni e Comuni. Nei loro interventi in voce e scritti, le ARGA regionali hanno sottolineato l’importanza dei corsi di formazione per il giornalismo agricolo, utili anche a promuovere l’associazione. Roberto Ambrogi, vice Presidente e Presidente di ARGA Lazio, ha parlato dei problemi di categoria e delle molte iniziative dell’Associazione. Sono intervenuti inoltre: Carlo Morandini ( Friuli Venezia Giulia ), Tiziana Briguglio ( Lazio ), Fabio Benati ( Lombardia ), Hira Grossi ( Liguria ), Franco Polidori e Stefania Guernieri ( Toscana ), Gian Omar Bison e Donato Sinigaglia ( Veneto ), Emilio Bonavita, Andrea Guolo e Alessandro Maresca ( Emilia-Romagna ), Luana Spernanzoni ( Marche ), Antonella Monaco ( Campania ), Michele Peragine e Luciana Doronzo ( Puglia ), Manuela Lacaria e Ada Cosco ( Calabria ).
Il successo del 1° Convegno organizzato da COER “L’Olio Extra Vergine di Oliva delle Terre dell’Emilia-Romagna”, svoltosi in un’ affollata sala consiliare del Comune di Vignola il 9 novembre 2024, testimonia l’evidente crescita dell’interesse e di una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori verso l’Olio Extra Vergine di Oliva e ha consentito di scoprire le grandi potenzialità dell’olivicoltura in Emilia-Romagna. Come ha sottolineato il Presidente di UNARGA Roberto Zalambani, la strada tracciata dall’Umbria con Frantoi Aperti, sta facendo proseliti grazie alla grande qualità delle produzioni di ormai tutte le regioni italiane. Patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Unione delle Terre dei Castelli e dai Comuni di Vignola, Marano sul Panaro, Valsamoggia e Modena l’evento è stato realizzato con la partecipazione e il sostegno della GLO Europe Srl, del Forno di Calzolari, dell’Acetaia Sereni, della Cantina TerraQuilia, dell’Az. Agr. Il Palazzino di Mario Milani e dall’IIS Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia (MO) e di Vignola (MO). Al convegno moderato da Antonietta Mazzeo – Direttore Generale COER, giornalista ARGA UNARGA, al termine dei saluti istituzionali di Emilia Muratori, Sindaco del Comune Vignola e di Nicola Benatti della Regione Emilia-Romagna. Settore Organizzazioni di mercato, qualità e promozione e responsabile Area Settore Vegetale sono intervenuti Franco Spada, Tullia Gallina Toschi, Ganino Tommaso, Lucia Morrone, Luca Congi, Davide Postiglione e gli studenti Federico Tremosini e Amanda Brunelli. Le conclusioni sono state affidate a Roberta Fantoni, Presidente COER. Al termine del convegno tutti gli intervenuti hanno potuto effettuare l’assaggio degli Oli Extra Vergini di Oliva prodotti da alcuni dei soci di COER, della campagna olearia 2024 a cui è seguito un aperitivo con prodotti enogastronomici tipici del territorio, tra cui, Il pane del Forno di Calzolari, le patate di Montese dell’Az. Agr. Il Palazzino di Mario Milani e i vini della Cantina TerraQuilia e della Tenuta SereniCultura, qualità, territorio e turismo, sono espressione di un progetto che va oltre la raccolta, la spremitura e l’imbottigliamento; COER il Consorzio Oleoturismo Emilia-Romagna, assiste e supporta i soci promuovendo e incentivando la visita ai luoghi di produzione, agli uliveti, ai frantoi, nonché alle esposizioni dedicate all’Olio Extravergine di Oliva, le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo, i servizi di assaggio e commercializzazione delle produzioni olivicole e degli oggetti, materiali ad esse attinenti, nella certezza che questa forma secolare di coltivazione sia fondamentale per conservare, difendere e salvaguardare la biodiversità del territorio Emiliano-Romagnolo. L’obiettivo è trasformare il turismo dell’olio in una esperienza di comunità che coinvolga non solo la filiera della produzione olivicole, ma anche tutte le realtà accessorie e contigue come la ristorazione, il sistema museale, le strutture di accoglienza e quelle del benessere, le oleoteche, le agenzie di viaggio e i tour operator, che si impegnano a realizzare azioni concrete volte alla valorizzazione della cultura olivicola e del prodotto Olio Extra Vergine di Oliva, nella sua dimensione sociale, economica, ambientale, turistica e territoriale in un’ottica di sostenibilità e salvaguardando gli specifici valori espressi dalle identità storiche locali. L’oleoturismo rappresenta una grande opportunità di qualificazione, coinvolge non solo la filiera della produzione, si qualifica come “turismo di comunità”, un’offerta integrata tra olio, cultura e turismo, l’occasione per dare “valore” e più redditività agli olivicoltori. L’offerta turistica è in una fase di profonda trasformazione ed evoluzione, sostenere lo sviluppo del turismo esperienziale focalizzato sulla produzione olearia è fondamentale. L’apertura alle “visite” è piuttosto recente, se confrontata con quella delle cantine vinicole, e molti potenziali visitatori non sono ancora a conoscenza del fatto che ci sia la possibilità di sperimentare il mondo dell’olio attraverso una pluralità di esperienze, che vanno oltre a quelle tradizionali. Le potenzialità di questo comparto, grazie alla sua storia secolare, al legame con il territorio e alle proprietà benefiche del prodotto, sono ancora ampiamente inespresse. È importante indirizzare ed accompagnare lo sviluppo del settore affinché nei prossimi anni si sviluppino progettualità capaci di esprimere le sue potenzialità e creare valore per la filiera. Unisce l’Italia lo straordinario successo dei formaggi italiani al World Cheese Awards 2024 a Viseu, in Portogallo. 118 medaglie per la Nazionale Parmigiano Reggiano, con un numero record di 5 Super Gold, cui si aggiungono 10 premi anche per CheeseItaly – la Nazionale italiana Formaggi con diverse eccellenze casearie del Bel Paese. “Esprimo un particolare apprezzamento ai produttori italiani che si sono messi in gioco – afferma Gabriele Arlotti Ceo dei due gruppi e giornalista ARGA – UNARGA – con grandissimo spirito di collaborazione e confronto. Abbiamo conseguiti premi nel mondo del Parmigiano Reggiano, con 118 riconoscimenti complessivi, 5 Super Gold, numero mai raggiunto prima per un singolo formaggio!, 31 ori, 45 argenti e 37 bronzi. Estremamente positivo il bilancio di CheeseItaly Nazionale italiana formaggi con 1 oro, 5 argenti (tra cui l’azienda del giovane Alessandro Criscione di soli 47 capi di bestiame a Ragusa!) e 4 bronzi destinati a eccellenze casearie di Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia. La straordinaria visita e apprezzamento dell’ambasciatore italiano in Portogallo, Claudio Miscia, giunto appositamente nel luogo del concorso ha tributato il giusto riconoscimento al made in Italy dei formaggi in gara nel mondo”.
I 5 Super Gold per il Parmigiano Reggiano sono stati aggiudicati dai caseifici Società Agricola Fratelli Boldini Società Semplice (Traversetolo, Parma) inferiore ai 23 mesi, Latteria sociale Moderna (Bibbiano, Reggio Emilia) per la categoria 30-39 mesi, Caseifici Granterre – La Nuova 2000 (Cavriago) oltre 40 mesi, Casearia F.lli Dotti matr. 200 (Bibbiano) 30 – 39 mesi, Antica Fattoria Scalabrini di Ugo e Bruno S.S. Società Agricola 30 -39 mesi (Bibbiano). Lo scorso 29 ottobre ad Aiola di Montecchio Emilia, presso l’Associazione La Barchessa, si era tenuto il ritrovo delle 119 aziende italiane che hanno gareggiato in Portogallo con le due nazionali tra 4.786 campioni provenienti da 47 Paesi diversi e valutati in 104 tavoli sotto i palati di 240 giudici internazionali. Il 13 dicembre 2024, presso la Sala del Tricolore di Reggio Emilia, la cerimonia tutta italiana per l’assegnazione dei premi ai caseifici. Vincitore assoluto del World Cheese Awards 2024 è risultato il “Queijo de Ovelha Amanteigado” formaggio di latte ovino con 86 punti conseguiti nel round finale.
|
||||