Incontro dei giornalisti nello stand di Umbriafiere e Agriumbria
Si è svolta a Bari nell’ambito di Agrilevante il 9 ottobre 2025 una tavola rotonda dedicata alla stampa di settore, nella quale sono intervenuti i rappresentanti dell’Unione nazionale e delle Associazioni europea, mondiale e regionale della stampa agricola. L’evento è coinciso con l’anniversario dei 50 anni dal congresso mondiale della stampa agricola che si svolse in Italia nel 1975. Agrilevante è una rassegna di tecnologie ma anche un momento nel quale le industrie della meccanica agricola, le associazioni professionali e le istituzioni comunicano al pubblico le proprie attività, e nel quale si svolgono i dibattiti sui temi salienti dell’agricoltura e dell’ambiente con 60 appuntamenti di approfondimento.
Gli strumenti attraverso i quali il mondo agricolo comunica sono oggi più diversificati che nel passato, perché ai media tradizionali si sono affiancati le testate web e i social network, con un’ampia rosa di format e linguaggi, adatti per le diverse tipologie di pubblico. Tuttavia, lo sviluppo delle tecnologie e la maggiore varietà di opzioni non sempre garantiscono la qualità dell’informazione, che proprio in campo agricolo appare oggi più che mai importante. Nel contesto di Agrilevante si sono confrontati, nella giornata inaugurale della più grande rassegna espositiva del Sud Italia e del Mediterraneo i giornalisti dell’UNARGA, proponendo nel Centro congressi una tavola rotonda che, celebrando il 50mo anniversario del congresso mondiale della stampa agricola che si svolse in Italia nel 1975, ha trattato i problemi attuali dell’informazione specializzata e le sfide che si prospettano per i professionisti dell’informazione. Ai saluti del direttore generale di FederUnacoma Simona Rapastella, del presidente di UNARGA Roberto Zalambani e del presidente dell’Associazione pugliese dei professionisti di settore Michele Peragine, hanno fatto seguito gli interventi di Steve Werblow, presidente dell’International Federation of Agricultural Journalists (IFAJ) e di Yanne Boloh, presidente di ENAJ (European Network of Agricultural Journalists) moderati da Lisa Bellocchi, delegata ai rapporti internazionale nell’Unione nonchè consigliera di ENAJ e membro del Comitato esecutivo di IFAJ in rappresentanza dell’Italia. Il ruolo dell’agricoltura è cambiato nei decenni ampliando la sfera di attività ed uscendo dalle riviste specializzate per travasarsi sempre più spesso nei media generalisti. Nutrire a breve 10 miliardi di persone pone nuove sfide, ma crea anche nuovi problemi. Il primo è come conciliare il necessario aumento di produzione con l’obbligo di salvaguardare l’ambiente, ma anche rendere adeguate le produzioni ai cambiamenti climatici. Il giornalista agricolo deve essere particolarmente preparato – è stato osservato durante l’incontro – oltre che indipendente e trasparente. In questa prospettiva, associazioni come IFAJ ed ENAJ mettono in contatto tra loro i colleghi, offrono occasioni privilegiate di incontrare i policy maker e gli agricoltori, oppure di formarsi con corsi online sulle principali tematiche come ad esempio l’intelligenza artificiale.
Foto di gruppo dei giornalisti protagonisti del convegno a Agrilevante di Bari
E’ seguito un ampio dibattito nel quale, tra gli altri, sono intervenuti, oltre ai giornalisti UNARGA per la Puglia Luciana Doronzo e Pinuccio Pomo, il finlandese Klaus Hartikainen, la belga-canadese Melanie Epp, Adrian Bell per il Regno Unito e il vice Presidente di Ifaj l’argentino Addy Rossi. Al termine del convegno i giornalisti hanno visitato lo stand allestito da Umbriafiere e da Agriumbria dove hanno incontrato il Presidente della spa Antonio Forini e il direttore della fiera agricola Valter Sirci che hanno dato loro appuntamento il 28 marzo 2026 alla giornata inaugurale di Agriumbria nel quartiere fieristico di Bastia per partecipare agli eventi di apertura di questa che è la più importante rassegna di settore del Centro Italia, alla consegna del Premio Ricci, corifondatore di UNARGA e alla conferenza stampa di Eima 2026 che si svolgerà a Bologna dal 10 al 14 novembre con un’anticipazione per i giornalisti il 9 novembre.
La stampa internazionale si è mostrata particolarmente interessata a seguire questi eventi che hanno tutti la regia di Federunacoma con la quale UNARGA collabora per la comunicazione da almeno 50 anni.
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Quest’anno, il World Food Forum (WFF) e la Giornata Mondiale dell’Alimentazione (WFD) coincidono con l’80º anniversario della FAO, sotto il tema: “Mano nella mano per un cibo migliore e un futuro migliore”
10 ottobre, ore 16:00 – Inaugurazione della Esposizione universale FAO “Dal seme al Cibo” al Parco di Porta Capena
Partecipano: QU Dongyu, Direttore Generale FAO; Re Letsie III del Lesotho; Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste d’Italia; Rachmat Pambudy, Ministro della Pianificazione dello Sviluppo Nazionale dell’Indonesia; e rappresentanti della Città di Roma.
I media possono seguire l’inaugurazione previa richiesta di accreditamento a FAO-Newsroom@fao.org.
La mostra sarà aperta al pubblico da venerdì a domenica (10–12 ottobre) dalle ore 10:00 alle ore 19:00, e lunedì (13 ottobre) dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
Presenterà la diversità dei sistemi agroalimentari del mondo e le tecnologie che plasmano il futuro del cibo e dell’agricoltura — da una replica della Svalbard Seed Vault a serre acquaponiche, droni agricoli, satelliti e perfino cani addestrati a rilevare malattie delle piante.
Ore 09:30 – Inaugurazione del Museo e Rete dell’Alimentazione e dell’Agricoltura FAO (FAO MuNe). Intervengono Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, e QU Dongyu, Direttore Generale FAO. Il museo sarà un’esperienza educativa permanente dedicata al cibo e all’agricoltura e aperta al pubblico. Unendo spazi fisici e piattaforme digitali interattive, racconterà la storia dei sistemi agroalimentari globali, delle tradizioni culinarie e dei progressi scientifici e innovativi, evidenziando il ruolo di donne, giovani e Popoli Indigeni nella costruzione di un futuro alimentare sostenibile, secondo i Quattro Better della FAO – Better Production, Better Nutrition, Better Environment, Better Life.
Ore 10:30 – Cerimonia globale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione
Partecipano: Sua Santità Papa Leone XIV; QU Dongyu, Direttore Generale FAO; Un Rappresentante del Governo Italiano; Re Letsie III del Lesotho, Ambasciatore Speciale FAO per la Nutrizione; Regina Letizia di Spagna, Ambasciatrice Speciale FAO per la Nutrizione; Principessa Basma Bint Ali di Giordania, Ambasciatrice FAO per il Vicino Oriente e Nord Africa; Yamandú Orsi Martínez, Presidente dell’Uruguay; Alvaro Lario, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD); Cindy Hensley McCain, Direttrice Esecutiva del World Food Programme (WFP); Ban Ki-moon, 8º Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Condotti dal giornalista Dan Saladino e dalla scrittrice gastronomica Yasmin Khan, questi dialoghi in stile Davos riuniranno leader e innovatori tra cui Re Letsie III del Lesotho, la Principessa Basma bint Ali di Giordania, l’economista Jeffrey Sachs, gli chef Fatmata Binta, Magnus Nilsson e Cristina Bowerman, l’attrice Monique Coleman, l’artista Michelangelo Pistoletto, l’urbanista Carolyn Steel, il giardiniere televisivo Diarmuid Gavin, e gli scienziati Tim Benton, Natalia Vázquez Manjarrez e Shonil A. Bhagwat, insieme al gruppo dirigente della FAO. Successivamente, il Direttore Generale QU Dongyu nominerà la chef Fatmata Binta come Ambasciatrice di Buona Volontà FAO per l’Africa. La cerimonia si concluderà con la consegna del FAO Achievement Award.
Evento rivolto a studenti tra i 9 e i 14 anni, per ispirare azioni giovanili verso un futuro sostenibile, promuovendo alimentazione sana e riduzione dello spreco.
Parteciperanno lo chef Alessandro Borghese, l’attrice Monique Coleman, giocatori della Federazione Italiana Rugby e giovani attivisti, influencer e innovatori in uno show di cucina interattivo con storie, musica, danza ed energia sportiva.
14:00 CEST – Cerimonia di chiusura del World Food Forum
ACCREDITI
Per partecipare al World Food Forum 2025, registrarsi tramite il portale dedicato.
Inalca, società controllata dal Gruppo Cremonini, leader assoluto in Italia nel settore delle carni bovine, partner di UNARGA in tante iniziative, tra le quali un tour lombardo ai luoghi della bresaola con ARGA Lombardia Liguria, é presente con uno stand alla Fiera di Anuga 2025, la più importante esposizione del food al mondo, che si tiene a Colonia fino a mercoledì 8 ottobre 2025.
Sono rappresentate in modo significativo tutte le aree della società: carni bovine (Inalca), salumi e snack (Italia Alimentari, con i marchi Ibis e Corte Buona) e Inalca Food&Beverage (distribuzione internazionale del cibo di eccellenza dell’agro-industriale Made in Italy). Inalca ha una forte presenza internazionale, con stabilimenti o attività di esportazione in oltre 70 paesi. Nell’attività di trading internazionale, la società vanta un know-how unico, sviluppato in oltre 60 anni di storia, che le permette di selezionare e distribuire le migliori carni al mondo. Proprio nel settore delle carni internazionali ci sono le novità più rilevanti. Inalca ha acquisito la distribuzione esclusiva per l’Europa per la prima volta dei 3 più famosi marchi di carni dell’Uruguay: INK (carni Waygu e Black Angus), UMI-The Art of Beef (Black Angus) e TAURUS GOLD (carni Angus ed Hereford). L’Uruguay è un piccolo paese sudamericano ma un gigante nella produzione di carne bovina: con oltre 12 milioni di capi di bestiame, vanta un territorio prevalentemente pianeggiante e fertile che favorisce l’allevamento estensivo. La caratteristica distintiva è la fase conclusiva dell’ingrasso con alimentazione a cereali per almeno 200 giorni, metodologia che favorisce la marezzatura delle carni senza troppi eccessi.
La selezione INK è Wagyu F1 (50% Wagyu Giapponese e 50% Black Angus Uruguayano) con oltre 350 giorni di alimentazione a cereali e una marezzatura di grado 7+ (Beef Marpling Standard), grazie alla quale la carne risulta incredibilmente morbida, succosa con un intenso sapore “umami”. La gamma UMI – The Art of Beef utilizza esclusivamente Black Angus certificato, con oltre 200 giorni di alimentazione finale a cereali. La marezzatura ha uno score di 5+ che indica il grado di presenza di striature di grasso intramuscolare che conferisce un sapore più dolce, uniforme, più robusto e “carnoso”. Taurus Gold si concentra su razze europee come Hereford e Black Angus, con alimentazione a cereali per 200 giorni che conferisce un sapore equilibrato e deciso. Questa offerta si affianca alle selezioni pregiate già nel portfolio di Inalca: Greater Omaha (Nebraska), Teys Black Angus (Australia), Diamantina Wagyu Beef (Australia), Japanese Wagyu, Carima (Frisona della Pianura Padana), Mazura (Polonia).
Focus sull’Italia, invece con le novità del brand Ibis di Italia Alimentari. L’azienda presenta in fiera la nuova Bresaola Super Tenera: un prodotto altamente innovativo, con una texture morbida e succosa, e un gusto ancora più rotondo, in linea con i trend di mercato del momento. I consumatori cercano infatti un prodotto con caratteristiche organolettiche di altissimo profilo, ma anche con ottimi valori nutrizionali. Per la nuova Bresaola Super Tenera sono scelti solo i tagli migliori, con tre livelli di selezione, e il processo di produzione è stato completamente ripensato, per ottenere un prodotto morbido e gustoso, lavorato con nuove tecnologie, con un approccio diverso alla stagionatura e con un mix di sale e spezie creato appositamente, fino a ottenere una consistenza ad oggi non presente sul mercato.
Inoltre vengono lanciati sui mercati internazionali i nuovi tramezzini Ibis Snack realizzati in Co-marketing con i partner internazionali Mowi (il più grande produttore mondiale di salmone da allevamento), Mare Blu (leader mondiale nel settore dei prodotti ittici).
Il corso è valevole per crediti formativi di: Ordine dei Giornalisti, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Ordine degli Ingegneri. I cittadini interessati possono accreditarsi inviando una mail a comunicazione@acquerisorgive.it.
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Dalle vette del Carpegna ai Monti della Laga, i cieli delle Marche sono il palcoscenico della regina del cielo. È lì che le aquile trovano terrazzi su pareti rocciose inaccessibili e prede nei pascoli d’alta quota e pianure poco abitate. Da metà ottobre sarà possibile vederle in diretta in sale multimediali installate nella sede della Riserva del Furlo e nella “Geoteca” del Comune di Carpegna, nel cuore del Parco Sasso Simone e Simoncello. Qui il fiume creato dalla forza erosiva del fiume Candigliano, affluente del Metauro, è dal 1922 una diga che ne ha ridotto di molto la furia dell’impetuoso corso d’acqua, ora placido lago. Nel percorso ancora le antichissime gallerie scavate dai romani.
La Gola del Furlo si trova in provincia di Pesaro-Urbino nel territorio dei comuni di Fermignano, Fossombrone, Cagli e Acqualagna. Dal 2001 è “Riserva Naturale Statale”, beneficia quindi di tutele particolari, se ne riconosce il valore ambientale e naturalistico come il progetto del GAL Montefeltro “Piano prodotti dell’area GAL e realizzazione di un prodotto pilota”, finanziato dalla Regione Marche.
In questi luoghi le aquile nidificano da sempre, sono le signore del luogo e volteggiano maestose, delle circa 600-700 coppie in tutta Italia qui trovano un habitat confacente e un territorio esteso. “Sono quattro coppie nella provincia di Pesaro Urbino: una coppia sul monte Petrano, una al Furlo, una sul monte Catria e una sul monte Nerone. I genitori, ad eccezione della coppia che vive sul Catria che non ha portato a termine la nidificazione, hanno avuto un piccolo” ci riferisce Maurizio Saltarelli appassionato ornitologo che incontriamo presso la sede-museo della Riserva. Luogo di divulgazione e scienza, la Riserva risulta molto utile didatticamente e per avere informazioni sull’ambiente naturale del territorio. Ce ne accorgiamo ascoltando le parole di Saltarelli, “il monitoraggio delle aquile è importante perché servono dati, informazioni sulla variabilità, sulle eccezioni che pur si verificano, su eventuali perdite di esemplari, sulla variabilità…” prosegue Saltarelli, “un progetto che oggi ha dati scientifici e informazioni”.
Ora Maurizio fa parte dei “Birders del Furlo”, l’associazione no profit che opera nella Riserva Statale della Gola del Furlo e svolge la sua attività gratuitamente, migliaia di ore di appostamenti gli consentono di realizzare video e fare foto preziose che immortalano animali rari. Quasi tutti i giorni sono a disposizione degli escursionisti e dei curiosi. Spiegano la vita di coppia, le aquile sono fedeli per tutta la vita; il corteggiamento, danza tra le più elaborate di tutto il regno animale. Riprendendo il cammino verso Serra Sant’Abbondio, dietro una curva ci appare il Monastero di Fonte Avellana, un luogo affascinante intriso di arte e storia. Dalla sua grandezza e maestosità capiamo che il Monastero un tempo era luogo molto abitato e frequentato nel cuore incontaminato e selvaggio del massiccio del monte Catria a 700 metri sul livello del mare, la più alta cima della Provincia di Pesaro e Urbino. Le origini del Monastero si collocano alla fine del X secolo, intorno al 980, quando San Romualdo e alcuni eremiti scelsero di costruire le prime celle di un eremo che nel corso dei secoli diventerà l’attuale Monastero. Qui al Monastero l’atmosfera è intrisa di misticismo. Sebbene non sia abitato come un tempo, anzi sono pochissimi gli avventori, si respira un’atmosfera particolare, silenziosa, di fede.
Anche qui c’è un GAL “illuminato”; il Gruppo di Azione Locale “Flaminia Cesano” sta sviluppando un modello di turismo innovativo per far conoscere e potenziare il Monastero. È il recupero della Sala del Capitolo di Santa Croce di Fonte Avellana. Il progetto ha una modernità inconsueta per il luogo, vede applicato il video mapping di Luca Petruzzelli a riempire le parti mancanti degli affreschi. Nasce un racconto contemporaneo e attuale che incanta e lega storia, arte, spiritualità e natura.
Oggi, i “Birders del Furlo”, un’associazione no profit di appassionati guidata da Maurizio Saltarelli, quasi tutti i giorni sono a disposizione degli escursionisti e dei curiosi. Spiegano la vita di coppia, le aquile sono fedeli per tutta la vita; il corteggiamento, danza tra le più elaborate di tutto il regno animale, lo spettacolare rito nuziale in volo, la costruzione del nido e le amorose cure parentali. Le loro migliaia di ore di appostamenti stanno dando un prezioso contributo scientifico sulla ricca avifauna della Gola.
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La Sicilia detiene un’importante fetta del patrimonio varietale carrubicolo mondiale in termini di variabilità genetica.Nell’Isola si realizza il 98% della produzione nazionale (35.810,7 t). Per questi motivi, il carrubo assume un ruolo fondamentale nell’identità gastronomica della Sicilia e di molti altri Paesi del Mediterraneo.La pianta offre notevoli opportunità economiche grazie ai suoi molteplici usi: dall’industria alimentare (con la farina di semi) a quella farmaceutica e cosmetica. Il suo valore cresce anche per il ruolo ambientale che svolge nel contrastare la desertificazione e nel presidio del territorio. Si è discusso di questi temi il 6 settembre 2025, presso il Palazzo della Cultura di Modica, durante il convegno “Il carrubo, Risorsa multifunzionale – Connessioni tra realtà produttive mediterranee”.
L’evento, promosso dalla Regione Siciliana e inserito nel programma di Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025, è stato organizzato con il patrocinio della Sezione di Sud-Ovest dell’Accademia dei Georgofili e del CSEI Catania (Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria). Tra i media partner anche Unarga che sta rilanciando il Gruppo di specializzazione sindacale nell’ isola. Al dibattito sono intervenuti il sindaco di Modica Maria Monisteri Caschetto, i docenti dell’Università di Catania (Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente) Alessandra Gentile e Stefano La Malfa, il dr. Daniele Mariani di LBG Sicilia, il dr. Harris Pratsinis dell’Institute of Biosciences and Applications (National Centre for Scientific Research “Demokritos”) e il prof. Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano.
«È emersa la centralità della specie per l’economia agroalimentare del territorio siciliano e del Mediterraneo con margini importanti di miglioramento della produzione, soprattutto a fronte di un patrimonio di inestimabile valore che è quello dei carrubeti presenti nel territorio italiano – ha affermato Alessandra Gentile – Bisogna intervenire in futuro per rendere la filiera produttiva – dal vivaio al processo di realizzazione del prodotto – quanto più organizzata possibile e migliorare la gestione in campo attraverso l’adozione di adeguate tecniche colturali. L’incontro con i colleghi greci ha stimolato un ulteriore confronto sulle possibilità di utilizzazione della pianta del carrubo in tutte le sue parti, e dunque con finalità alimentari, farmaceutiche, nutraceutiche e cosmetiche».
Il dott. Pietro Ambra, presidente del Comitato Sicilia Regione Europea della Gastronomia
All’apertura dei lavori, il sindaco Monisteri Caschetto ha messo in risalto l’importanza del carrubo, definendolo «un signore discreto, per la storia e l’identità territoriale, lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio siciliano». Alle parole del sindaco hanno fatto seguito gli indirizzi di saluto del dott. Pietro Ambra, presidente del Comitato Sicilia Regione Europea della Gastronomia, e di Diane Dodd, presidente dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Art and Tourism (IGCAT). Entrambi hanno evidenziato il ruolo fondamentale che assume questa coltura e i suoi prodotti nell’identità gastronomica della Sicilia e di molti altri Paesi del Mediterraneo. Ambra ha sottolineato che «il carrubo interpreta appieno quel connubio tra gastronomia, agricoltura, turismo e beni culturali che, nella visione dei promotori dell’iniziativa, deve essere uno dei volani di sviluppo del territorio». Il prof. Stefano La Malfa, già autore di diversi volumi sul tema, tra i quali “Il carrubo è l’uomo” (Abulafia Editore) ha offerto indicazioni di carattere biologico e agronomico sul carrubo, stressando le criticità legate all’assenza di un sistema colturale specializzato. La Malfa ha evidenziato che «la coltura si caratterizza per la presenza di impianti spesso disetanei e con sesto irregolare, per la frequente mancanza di irrigazione, se non per alcuni interventi di emergenza, che favorisce l’alternanza di produzione». La Malfa ha poi aggiunto: «Molte delle criticità della filiera carrubicola partono sin dal settore vivaistico, e dall’assenza di una offerta vivaistica adeguata alle esigenze dei produttori e della filiera». Guardando al futuro il prof. La Malfa ha illustrato alcune iniziative di ricerca che si stanno sviluppando in questi anni e che potrebbero portare a un miglioramento dell’offerta, evidenziando anche come uno degli elementi di forza della specie risieda nella sua multifunzionalità e nel forte legame con il territorio anche a motivo delle funzioni immateriali che assicura. A seguire il dott. Daniele Mariani ha illustrato le attività e l’impegno dell’azienda LBG Sicilia Ingredients per la valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti del carrubo per l’ottenimento della Locust Bean Gum e di altri estratti (proteine vegetali, fibre) che rendono quest’azienda leader mondiale del settore. È emerso, nel corso della presentazione del dott. Mariani, come le potenzialità di sviluppo della filiera carrubicola siano molto elevate «Occorre però intervenire per rafforzare la filiera, aumentando i livelli di produzione (l’Italia è solo al quarto posto tra i paesi produttori, ndc) e dando valore a tutti i prodotti che la specie può fornire».
Il dott Harris Pratsinis è quindi intervenuto per riportare i lavori della sua attività di ricerca sulle proprietà antiossidanti degli estratti di carrubo, valorizzati nell’industria farmaceutica e cosmetica, e sull’attività di valorizzazione della coltivazione di carrubo e delle antiche tradizioni industriali ad esso legate promossa dall’associazione culturale della città di Panormo “Epimenides” e Creta. Significativamente si è trattato quasi di una staffetta tra queste due realtà isolane, dal momento che sarà proprio Creta la prossima Regione europea della gastronomia. Infine, con un collegamento da remoto, il prof. Vincenzo Russo, ha illustrato ai partecipanti i risultati di alcune ricerche sul rapporto tra emozioni e scelte di consumo alimentare, studiato nell’ambito del neuromarketing, che mette insieme le science neurologiche con quelle economiche, permettendo così di studiare quali aspetti emozionali possono essere smossi nel consumatore medio per la sua sensibilizzazione al consumo di prodotti dalla forte connotazione territoriale e multifunzionale come sono quelli derivati dalla coltivazione del carrubo. A concludere i lavori del convegno è stato l’intervento di Salvatore Barbagallo, assessore all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, volto a ribadire l’impegno della Regione Siciliana a «promuovere interventi a supporto della filiera cercando di riconoscere il valore multifunzionale che la specie esprime anche in termini di presidio del territorio e di contrasto alla desertificazione e di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Un passaggio ritenuto fondamentale per incrementare la produzione, rafforzare la competitività delle filiere e del territorio, e affrontare le criticità legate alla frammentazione della filiera carrubicola».
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La nascita di Arga Toscana, una tra le più vispe componenti regionali di UNARGA, negli anni ’90 in un agriturismo di Campagna Amica di Coldiretti da cui si ammirava tutta Firenze fu seguita da molte iniziative e visite, anche di livello nazionale, in tutte le province della regione.
Intorno a Franco si sono ritrovati numerosi colleghi del giornalismo specializzato sia dell’agroalimentare che dell’ambiente: gli appuntamenti che hanno avuto maggiore continuità nel tempo sono stati la Fiera del tartufo bianco di San Miniato coordinata da Fabrizio Mandorlini e quella sull’ agriturismo di Arezzo grazie ad Antonio Sangiorgi. Da sempre sostenitore dei Gruppi di specializzazione del Sindacato AST-Associazione Stampa Toscana, aveva individuato un punto di incontro tra Arga e Ussi nella promozione della sana alimentazione nello sport. Diventata obbligatoria la formazione permanente dei giornalisti, Franco con Stefania Guernieri sua vice e gli altri colleghi del Direttivo ha realizzato appuntamenti di interesse e attualità. “Il nostro compito – ha affermato il Presidente di UNARGA Roberto Zalambani – è di continuare il suo impegno professionale con il suo schietto entusiasmo”. Un affettuoso ricordo anche da parte di Efrem Tassinato, come amico innanzitutto e poi da Responsabile della Segreteria nazionale di UNARGA con la quale Franco si rapportava per dare rilevanza nazionale alle iniziative di Arga Toscana. “Ma il cuore grande e la sensibilità di Franco lo aveva proiettato anche nel mondo dei Wigwam, diventando referente e paladino del suo territorio in qualità di Corrispondente della Comunità Locale Wigwam del Valdarno Inferiore” aggiunge Efrem Tassinato, che dell’Associazione ambientalista è presidente.
È quindi con ancora più profondo dolore che Arga Toscana e UNARGA annunciano la scomparsa di Franco Polidori, storico presidente dell’Associazione. Originario di San Miniato, precisamente del Pinocchio (San Miniato Basso), e trasferitosi a Fucecchio, Franco è conosciuto soprattutto per il suo straordinario impegno nel giornalismo e nella cultura. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana dal 1984, è stato corrispondente per quarant’anni del quotidiano Il Tirreno, occupandosi di cronaca, politica, avvenimenti vari e sportivi. Fin da giovane aveva partecipato alle prime trasmissioni televisive di RTMV e a quelle radiofoniche di Radioquattro (oggi Radio Bruno), diventando una delle voci più note del territorio. Ha collaborato con testate online su diversi temi, tra cui calcio e pallavolo, e ha curato l’ufficio stampa di enti e associazioni. La sua passione per la scrittura lo ha portato a firmare numerosi articoli e a pubblicare diversi libri: tra questi Le mie radici e, più recentemente, 50 El Sombrero, la storia, le emozioni, presentato lo scorso febbraio per il cinquantesimo anniversario della storica sala da ballo Sombrero, dove lui stesso era stato tra i primi dj. È stato presidente della Fiera del Libro Toscano, contribuendo a portare a San Miniato importanti autori e voci della cultura italiana.
Ha curato rassegne e organizzato incontri culturali. Franco è stato una penna schietta, curiosa e intelligente, un uomo di cultura votato alla scrittura e all’impegno civile. Lo scorso marzo aveva ricevuto dall’Ordine dei Giornalisti il riconoscimento per i suoi 40 anni di attività, a testimonianza di una carriera lunga e intensa, sempre caratterizzata da competenza, arguzia e carisma. Alla guida di Arga Toscana, gruppo di specializzazione della FNSI e dell’AST, Franco ha svolto un lavoro prezioso: ha promosso innumerevoli iniziative su temi ambientali, incontri, convegni ed eventi formativi dedicati alla stampa. Con passione e dedizione ha saputo trasformare l’Arga Toscana in un punto di riferimento regionale e nazionale per il giornalismo agroalimentare e ambientale, pubblicando con assiduità notizie e approfondimenti sul sito web ArgaToscana.it, di cui è stato instancabile anima. In Arga Toscana è stato non solo presidente, ma anche un collega e un amico. Con lui sono state condivise esperienze preziose e momenti indimenticabili. Ci mancheranno la sua genuinità e la sua schiettezza, la voglia di vivere e quell’entusiasmo contagioso che sapeva trasmettere a tutti.
Alla moglie Maura, ai figli Caterina e Michele le più sentite condoglianze da parte di tutta l’Associazione toscana e di UNARGA. Ciao Franco, grazie per tutto quello che ci hai dato e per le tante storie che ci hai regalato: il tuo esempio e la tua passione continueranno ad accompagnarci e a ispirarci ogni giorno.
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